Info dipendenti pubblici

11/01/2005 - Informativa ai dipendenti Pubblici per lavoro contemporaneo nello Spettacolo

Società Cooperativa C.A.S.M.

Abbiamo avviato il nuovo anno alla grande, con moltissime adesioni alla nostra cooperativa che sta dando esempio di professionalità, preparazione e sollecitudine nell’assistere i propri soci in tutte le richieste che pervengono ai nostri Uffici. Vogliamo aggiungere oltre alla professionalità, l’informazione che nel nostro settore ha sempre sofferto di carenza cronica, e che ha sempre creato dubbi e perplessità sulla legalità di quanto svolto dalle cooperative, dalle Associazioni di categoria e quelle senza scopo di lucro.
Partire dall’obiettivo che abbiamo centrato con l’accordo con la Direzione Nazionale dell’ENPALS diviene quasi un obbligo perché deve essere considerato un risultato storico che avvicina l’Ente alle problematiche dei lavoratori dello spettacolo secondo un percorso che ci eravamo costruiti, e che ci ha portato ad aderire a Assoartisti - Confesercenti, che è stato il motore della realizzazione di questo accordo, che consente ai musicisti di ottenere in tempo reale il certificato di agibilità, sul proprio computer o fax, ovvero in busta con posta prioritaria ma, in questo caso dovrà essere chiesta almeno due/tre giorni prima dell’evento.
Sarebbe opportuno che ognuno di voi su questo argomento leggesse il comunicato stampa, per prendere atto del risultato conseguito.
L’informativa invece che interesserà moltissimi che hanno sollevato questo dubbio, riguarda i lavoratori dipendenti da Enti pubblici, a cui non è stata mai data una informazione dettagliata sulle loro possibilità di svolgere l’attività di musicisti o artisti, e quindi nel dubbio molti si sono sempre astenuti, per il timore di incorrere in sanzioni o addirittura licenziamenti. L’informativa che segue deve servire a tranquillizzare tutti gli interessati, che potranno e aggiungo dovranno anch’essi mettersi in regola perché possono farlo, chiedendo l’agibilità ENPALS per svolgere serate di spettacolo.
*Gli statali o parastatali che suonano, cantano, ecc., più o meno saltuariamente in locali pubblici, che vogliono e devono uscire dal sommerso, ma che temono di avere problemi con la propria Amministrazione, sono effettivamente soggetti all’interdizione ad effettuare questa o altre attività lavorative, non perché sia proibito avere altre fonti di reddito in aggiunta allo stipendio (sarebbe incostituzionale) ma, per questioni definite di incompatibilità con l’attività primaria.
Infatti l’art. 60 del d.p.r. 3/47 stabilisce sì il divieto affermando l’esclusività della prestazione di lavoro dei pubblici dipendenti ma, l’art. 1 comma 60 della legge 662/96 stabilisce che ciascuna Amministrazione possa verificare di volta in volta se ricorrono gli estremi di detta incompatibilità. Si è quindi stabilita la regola che l’interessato deve presentare domanda alla propria Amministrazione, specificando nel dettaglio l’attività che si intende svolgere, e quest’ultima ha il dovere di rispondere in genere in un termine di 30 o 60 gg. motivandone l’eventuale diniego.
Non è pregiudiziale il fatto che il soggetto ne tragga un lucro, ne tanto meno che il medesimo venga messo in regola dal gestore dell’attività o che si iscriva ad una cooperativa in qualità di socio. Per la verità abbiamo conoscenza di casi rarissimi in cui non viene concessa l’autorizzazione, e generalmente si riferisce ad un problema di incompatibilità di immagine con lo svolgimento del proprio lavoro, come dire che un funzionario che ha una immagine istituzionale importante non dovrebbe esibirsi in modo che possa suscitare scandalo.
E’ opportuno che tutti i destinatari di questo documento ne facciano buon uso per informare a loro volta le proprie conoscenze che svolgono attività di pubblico dipendente, per offrirgli una possibile iscrizione alla nostra cooperativa.
Il Presidente
Lorenzo DI GIOIA

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